Inserita in Attualità il 26/02/2013 da Redazione
FUGA DA ALCATRAZ? NO, DAL CENTRO DI IDENTIFICAZIONE DI MILO
È accaduto domenica, attorno alle ore 13.00. Una situazione che si ripropone e che acuisce le problematiche del centro. Più volte, nel recente passato, la cronaca si è occupata delle turbolenze avvenute all'interno della struttura. Episodi di autentica guerriglia urbana con, da un lato, gli ospiti del centro muniti di pietre, spranghe e quant'altro riescono a recuperare dai luoghi loro assegnati, e dall'altro gli agenti della forza pubblica, inermi ed inadeguati nel fronteggiare i fuggitivi. La Prefettura, responsabile della sicurezza, non sembra particolarmente intenzionata a porre rimedio e, nemmeno, a sollecitare la cooperativa che dovrebbe garantire i servizi più elementari, l'Oasi di Siracusa, a provvedere al pagamento di ben quattro stipendi ai dipendenti. Domanda d'obbligo: i rappresentanti del governo hanno in animo di porre fine ad una situazione estremamente difficile?
Quali iniziative intende porre in essere il Questore per fronteggiare le fughe, per garantire l'incolumità alle forze dell'ordine prese d'assalto da scalmanati, molti dei quali già noti alle autorità tunisine? Di fatto il CIE è divenuto un colabrodo e coloro che fuggono, tra l'altro con estrema facilità, scorazzano in lungo ed in largo nelle nostre strade, nelle nostre case con il concreto rischio di commettere crimini.
Ad allarmare ancora di più le cifre che riguardano gli extracomunitari fuggiti dal Centro: oltre 1500 a far data da luglio 2011, da quando, cioè, venne inaugurata la struttura costata, giova ricordarlo, un occhio della testa. Esagerato parlare di un piccolo esercito? Forse. Ciò che emerge, tuttavia, è l'inidoneità del centro di accoglienza perché non è ammissibile che si possa fuggire con irrisoria facilità. Ci sono delle falle, è innegabile, perché non tentare di tapparle?
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