Inserita in Cronaca il 05/04/2013 da Redazione
IL CANTIERE NAVALE CHIUDE PER FALLIMENTO
E’ questa in sintesi la decisione del curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Trapani che ha proceduto, ad apporre i sigilli sui cancelli della società gestita dagli imprenditori D’Angelo. Sigilli pronti anche al Cantiere navale di Trapani dove, verranno affissi lunedì mattina.
"Incredulità e profondo rammarico" le prime parole dei D'Angelo, nonostante "gli amministratori e i soci delle società Satin e Cnt - si legge nella nota diramata - pur di evitare il definitivo dissolvimento delle aziende e un maggior danno per i creditori e i lavoratori, avevano adottato l'onerosissima opzione del concordato preventivo d'impresa". Tutto vano però, in quanto Il Tribunale ha ritenuto inammissibile la proposta adottata, in continuità con la recente normativa del "Decreto sviluppo", il cui piano prevedeva l'aumento del capitale per 2 milioni e mezzo di euro e ulteriori risorse, pari a tre milioni di euro, provenienti dalla proprietà della petroliera "Marettimo M." commissionata dalla società siracusana "Augusta Due"
. Il provvedimento del Tribunale di Trapani rappresenta l'ultimo atto di una vertenza che si trascina da oltre due anni con il licenziamento dei 59 operai e che ha visto andare alla deriva un cantiere nato per affermarsi nel settore delle riparazioni navali ma a cui la famiglia D'Angelo ha voluto far compiere un lungo passo in avanti andando oltre le riparazioni. All’interno della Satin, il Cnt aveva in atto la realizzazione di pescherecci, yacht di lusso nonchè la grande petroliera "Marettimo M." Iniziata ma mai stata consegnata ed è ancora in cantiere, perché nel frattempo l'azienda, pressata dalla crisi, ha posto in mobilità i 59 lavoratori. Decisione, quest'ultima, fortemente contrastata dagli operai che per difendere il loro posto di lavoro occuparono, nel novembre del 2011 e per diversi mesi, la "Marettimo M." iniziando una lotta senza quartiere con l'azienda. Oggi alla protesta, che si protrae senza sosta con un presidio permanente fuori dai cancelli del Cnt, si è aggiunta anche una pesante situazione di indebitamento della società nei confronti dei fornitori e della banche. Da tempo il Cnt non era più in grado, anche per le difficoltà determinate dalla crisi economica, di assumere commesse oltre a essere oggetto di indagini della magistratura per inquinamento ambientale nell'area demaniale. Intanto amministratori e soci del Cnt Satin hanno annunciato che "malgrado la dichiarazione di fallimento le società non desisteranno dal porre in essere ogni tentativo utile per la tempestiva ripresa dell'attività attraverso gli strumenti giuridici consentiti dall'ordinamento".
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