Inserita in Politica il 29/07/2013 da Redazione
Lungo comunicato di Pippo Martines sulla TARES la nuova tassa sui rifiuti e servizi
"Al fine di dare la doverosa chiarezza alla cittadinanza e nel contempo contrastare qualsiasi demagogica strumentalizzazione politica dei “soliti noti”, di contro, rappresento di essere favorevole a condividere un’azione politica volta a protestare presso le competenti sedi per rendere equa l’imposizione della nuova “gabella” a cura dello Stato, di seguito si esprimono alcune considerazioni che riguardano la proposta di deliberazione del Consiglio Comunale nr. 38 del 11/07/2013, avente per oggetto: “Determinazione delle rate e delle scadenze di versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per l’anno 2013. Affidamento della gestione del tributo per l’anno 2013”.
Tale proposta di deliberazione è inserita all’Ordine del Giorno per la seduta del Consiglio Comunale convocata in data 30 luglio e 01 Agosto 2013.
La TARES che sostituisce la TARSU e la TIA, è un tributo introdotto dallo Stato (e non dai Comuni) con il Decreto Legge n.206 del 6 dicembre 2011 (il cosiddetto Decreto salva Italia), decreto convertito in Legge il 22 dicembre del 2011 n. 214. Come molti ricorderanno, il tributo doveva entrare in vigore dal 1 gennaio 2013, ma la data venne posticipata per non gravare ulteriormente sulle tasche degli italiani.
La TARES consiste in un'imposta basata sulla superficie dell'immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti ed altri parametri ed ha come obiettivo la copertura economica per intero del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del comune. C’è di più: con questo tributo si dovranno finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi. Insomma, un tributo omnicomprensivo. Si rappresenta ai cittadini che la Legge che ha istituito la TARES ha previsto, proprio per coprire i costi dei “servizi indivisibili”, un aumento di 30-40 centesimi al metro quadro.
A pagarla sono chiamati tutti i soggetti, persone fisiche e giuridiche, che possiedono o detengono locali suscettibili di produrre rifiuti. A differenza della TARSU, che era dovuta dai contribuenti a prescindere dalla effettiva produzione di rifiuti, il presupposto della TARES è di tassare gli immobili potenzialmente suscettibili di produrre rifiuti.
Il Consiglio Comunale dovrà determinarsi esclusivamente sul numero delle rate e non può porre nessuna azione circa l’abolizione del nuovo “balzello”. La proposta inoltrata al Consiglio riguarda in particolare la ripartizione della TARSU in quattro rate. La prima con scadenza a Settembre in misura pari al 20% della TARSU dovuta per l’anno 2012; la seconda e terza rata, con scadenza 31 Ottobre e 30 Novembre, in misura pari al 40% della TARSU dovuta per l’anno 2012; la quarta rata a saldo, con scadenza 31 Dicembre, sarà determinata applicando le tariffe deliberate per l’anno 2013 per il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, detraendo l’importo delle prime rate e contestualmente alla stessa il contribuente dovrà versare la maggiorazione di cui all’art.14, comma 13, del D.L. 201/2011 nella misura standard di € 0,30 al mq.
Inoltre, l’atto deliberativo, propone di affidare la gestione e la riscossione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi fino al 31/12/2013 alla Società d’Ambito Terra dei Fenici Spa in liquidazione, la quale provvederà alla riscossione dei tributi TARSU, mediante invio ai contribuenti dei modelli precompilati; il versamento dell’ultima rata dovrà avvenire esclusivamente a mezzo modello F24 o tramite bollettino postale.
Nota dolente del regolamento della nuova TARES è che vi è una “gabella” nascosta nel nuovo tributo che non ha niente a che fare con lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di una tariffazione di 0,3 euro per metro quadro calpestabile che per di più finisce quest'anno nelle casse dello Stato. Poco importa se dal 2014 la TARES potrà essere elevata fino a 0,4 euro per metro quadrato, camuffando una tassa statale dietro un tributo comunale a discapito degli Amministratori locali che, in seguito ai minori trasferimenti da parte del Governo Nazionale e Regionale, sempre in misura maggiore sono chiamati ad assicurare ai propri cittadini, con grande difficoltà, i servizi di prima necessità.
Con grande preoccupazione si ritiene che la TARES graverà sulle famiglie, i commercianti e piccoli imprenditori in aggiunta ai recenti incrementi dell’IVA ed all’IMU, che ha sostituito l’ICI, aumentando i costi della tassazione sugli immobili e rendendo drammatica la situazione già grave per la crisi occupazionale, sofferta dai territori siciliani dove la disoccupazione è prossima al 20% e la disoccupazione giovanile supera il 50%.
La rilevante entità della tassazione si abbatterà su famiglie e commercianti in un momento particolarmente critico per l’economia del Paese per l’angosciosa situazione di crisi economica e di ben noto calo dei consumi che hanno messo in ginocchio tutte le aziende italiane e, in particolare, quelle siciliane che riscontrano già rilevanti difficoltà ad assolvere al pagamento dei contributi dovuti per la loro attività.
Per quanto sopra, si riscontra con grande preoccupazione la particolare tensione vissuta dai cittadini in questo momento. Tensione che rischia di degenerare e di spostare la problematica, da questione sociale, a pericoloso problema di ordine pubblico e di sicurezza dei cittadini e delle Istituzioni.
Per le suddette motivazioni, ritengo opportuno proporre al Consiglio Comunale la condivisione di un documento che attesti l’unanime impegno a formalizzare una forte protesta contro le competenti autorità. La legge stabilisce che la TARES potrà essere pagata in più rate, secondo quanto stabilito dai Comuni, ma l’intero importo dell’imposta dovrà essere versato nelle casse del Comune entro l’anno 2013. Ciò significa che tra Settembre e Dicembre i cittadini, che stanno ancora pagando le rate della TARSU 2012, si vedranno caricati anche dell’intera TARES 2013.
La proposta riguarda la sottoscrizione di un documento, con il quale il Consiglio Comunale dà incarico al Presidente del Consiglio di avanzare le opportune proteste presso le competenti autorità governative nazionali e regionali, coinvolgendo al riguardo anche l’ANCI, affinchè si adoperino nelle sedi opportune con l’obiettivo di lasciare libero il comune di dilazionare l’imposta anche nel 2014, diminuendo gli oneri per le famiglie già alle prese con situazioni economiche gravose.
Tale appello deve essere rivolto anche ai parlamentari del nostro territorio che, nell’ambito delle proprie prerogative, possono formalizzare opportuni atti di indirizzo intesi anche a rendere più equa questa nuova tassa, che di fatto è una patrimoniale, e non tiene conto dello stato occupazionale dei cittadini che dovranno pagare dei tributi su formulazioni empiriche e non sulle quantità reali dei rifiuti prodotti e dei servizi usufruiti. Mi chiedo quando arriveranno i finanziamenti dei Centri di raccolta, necessari per incentivare la raccolta differenziata; al riguardo si ritiene essere l’unico strumento che consentirebbe sgravi economici ai cittadini ed alle Amministrazioni.
Ancora una volta risulterà difficile ai nostri concittadini comprendere questi nuovi sacrifici, imposti da una classe politica che sempre più manifesta di sostenere delle logiche egoistiche, come il finanziamento pubblico dei partiti necessario per il mantenimento della “casta”, dimostrando al riguardo poca sensibilità verso le difficoltà e le esigenze dei cittadini italiani.
Noi cittadini ericini da tempo paghiamo un’onerosa tassa, “la tassa dell’acqua” resa ai privati trasportatori, poiché la nostra amata Regione, nonostante i grandi impegni economici sostenuti negli anni, non è stata in grado di assicurarci un bene necessario e prezioso per la vita.
Se si seguissero le imposizioni di legge, verrebbe praticamente annullata l’autonomia del Comune e il suo ruolo ridotto a quello di mero esattore, a meno che dopo le Provincie, onorando la nostra Carta Costituzionale e i più saldi principi della Democrazia, si vogliano eliminare anche i Comuni".
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