Inserita in Politica il 12/03/2013 da Redazione
ERICE SI DIMETTE IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
"Sicuramente passerò alla storia del Consiglio Comunale di Erice, come il primo Vice-Presidente dell’assise consiliare che viene invogliato pubblicamente alle dimissioni da una carica istituzionale, solo per avere raccontato l’esito di una autonoma votazione di una delibera.
Dopo quasi due ore di dichiarazioni bi-partisan contro la mia persona e contro il mio operato a dire “di tutti” “politicamente scorretto”, ovvero per onor di cronaca avere votato favorevolmente una proposta dell’amministrazione che riduceva di fatto il numero di convocazioni delle commissioni consiliari eliminando le “funzioni propositive” delle stesse e di avere trasmesso una dichiarazione stampa dell’accaduto che per dirla a parole di molti consiglieri “infangava il consiglio”, “offensiva nei confronti dei Consiglieri”, “macchia indelebile per l’intero Consiglio”, “posizione strumentale”, “non rispecchia gli ideali del PD..” (!?), “non sei equlibrato” etc. etc., si arriva alla richiesta di dimissioni dalla carica di Vice-Presidente in maniera esplicita da parte dell’opposione consiliare e in maniera indiretta, ma altrettanto convinta, da parte della maggioranza rappresentata anche dal mio partito.
Non essendo attaccato alle poltrone, nel corso della seduta odierna, ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili e immediatamente efficaci da Vice-Presidente del Consiglio Comunale, pur riconfermando incodizionatamente e con lealtà il mio appoggio all’amministrazione Tranchida e quindi subito dopo ho deciso di lasciare il gruppo consiliare del PD, per le assurde affermazioni del mio capo-gruppo del tipo “non rispetti le regole di partito..” (!?), lesive della mia autonomia intellettuale e dignità politica; tutto ciò peraltro non significa “lasciare il partito” e rinnegare l’affermazione dei propri ideali, ma bensì rendere consapevoli i cittadini che non tutti operano in maniera tale da preservare determinate posizioni di “potere” e di “privilegi”, ma che operino solo ed esclusivamente per il bene comune della comunità amministrata.
Auspico che in futuro si assumano da parte dei consiglieri comunali dei comportamenti concludenti consoni alla difficile situazione economica che attraversa il paese e della crescente anti-politica, che si trasforma in giustizialismo di massa da parte dell’opinone pubblica...
Per essere conseguenziali a quanto suddetto ri-presenterò la proposta di depennare dallo Statuto le “funzioni propositive” delle Commissioni consiliari e lavvode il regolamento del consiglio comunale me lo permetterà (eventualmente proporrò di modificarlo), chiederò formalmente al Presidente della commissione di cui faccio parte, di essere convocato solo ed esclusivamente qualora ci siano degli atti o delibere da trattare (funzioni consultive) e non per fare sterili studi su materie di competenza delle commissioni stesse."
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